Pubblicato il 22 maggio 2026 · Aggiornato il .
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🔍 In sintesi: il valore catastale 2026 in 6 punti chiave
Il valore catastale si calcola rivalutando la rendita catastale del 5% e moltiplicandola per il coefficiente di categoria (es. 110 per la prima casa, 120 per la maggior parte dei fabbricati): valore = rendita × 1,05 × moltiplicatore. È la base imponibile per imposta di registro, ipotecaria, catastale, successione, donazione e IMU, secondo la formula stabilita dall'Art. 52 del Testo Unico dell'Imposta di Registro (DPR 131/1986).
- Formula universale: Rendita catastale × 1,05 × moltiplicatore di categoria = Valore catastale.
- Moltiplicatori principali: 115,5 prima casa · 126 seconda casa e pertinenze · 63 A/10 e D · 42,84 C/1 · 147 cat. B.
- Rivalutazione del 5%: applicata d'ufficio alla rendita ai sensi della Legge 662/1996, art. 3 comma 48.
- Prezzo-valore (prima casa): Art. 1 comma 497 Legge 266/2005 — l'imposta si calcola sul valore catastale e non sul prezzo pagato al venditore.
- Cross-tax: stesso valore per registro (2-9%), ipotecaria/catastale (200€+200€), successione (4-8%), IMU.
- Visura catastale necessaria: la rendita di partenza si reperisce dalla visura catastale rilasciata dall'Agenzia delle Entrate.
Cos'è il valore catastale e perché va calcolato
Il valore catastale — detto anche valore fiscale dell'immobile — è la base imponibile su cui si calcolano le imposte legate al trasferimento e al possesso di beni immobili in Italia. Non coincide con il valore di mercato (di norma sensibilmente inferiore) né con il prezzo di compravendita: è un valore convenzionale stabilito ai fini fiscali a partire dalla rendita catastale attribuita dall'Agenzia delle Entrate.
Per professionisti — notai, avvocati, commercialisti, periti — il calcolo del valore catastale è un passaggio operativo quotidiano in ogni pratica di compravendita, successione, donazione e dichiarazione IMU. Un errore di calcolo, anche di pochi punti decimali nel moltiplicatore o nella rivalutazione, produce conseguenze fiscali rilevanti: liquidazioni d'ufficio dell'Agenzia delle Entrate, sanzioni per dichiarazione infedele (dal 90% al 180% della maggiore imposta, ex art. 71 DPR 131/1986), responsabilità professionale del notaio rogante.
La normativa di riferimento è duplice. Da un lato l'Art. 52 del Testo Unico dell'Imposta di Registro (DPR 131/1986) fissa il principio della valutazione automatica con esclusione del potere di rettifica dell'Ufficio. Dall'altro la Legge 662/1996, art. 3 comma 48, introduce la rivalutazione del 5% della rendita catastale, applicata d'ufficio in via permanente — non un aumento temporaneo, ma un coefficiente a regime confermato anche dalla Legge di Bilancio 2026.
La formula: rendita catastale × 1,05 × moltiplicatore
La formula del valore catastale è una sola, valida per qualsiasi categoria di fabbricato:
Valore catastale = Rendita catastale × 1,05 × Moltiplicatore di categoria
I tre elementi vanno raccolti nell'ordine indicato. La rendita catastale è quella riportata nella visura catastale dell'immobile: un valore monetario espresso in euro che rappresenta la redditività media ordinaria attribuita dall'Agenzia delle Entrate sulla base di categoria, classe e consistenza dell'unità immobiliare. La rendita non cambia con il prezzo di mercato ma viene aggiornata solo a seguito di variazioni catastali (DOCFA) o riclassamenti d'ufficio.
Il coefficiente 1,05 è la rivalutazione forfettaria del 5% introdotta dalla Legge 662/1996. Si applica sempre, indipendentemente da categoria e destinazione d'uso. È il primo passaggio in qualsiasi calcolo: senza la rivalutazione, il valore catastale risultante è sistematicamente sottostimato del 5% e la dichiarazione fiscale è infedele.
Il moltiplicatore di categoria è il coefficiente che converte la rendita rivalutata in valore catastale. È fissato per legge e varia in funzione della categoria catastale dell'immobile (gruppo A, B, C, D, E) e — per il gruppo A — in funzione dell'uso effettivo (prima casa o seconda casa). I moltiplicatori sono confermati dalla Legge 144/1989 art. 25 e dalle successive modifiche del DL 168/2004 e DL 41/2004, in vigore nel 2026 senza modifiche.
Tabella completa dei moltiplicatori catastali 2026
La tabella seguente riporta tutti i moltiplicatori catastali in vigore nel 2026, suddivisi per categoria catastale. I valori sono confermati dalla Legge 662/1996 (rivalutazione 5%), dall'Art. 52 del DPR 131/1986 e dalle successive modifiche del DL 168/2004 (che ha elevato i moltiplicatori IMU+ICI di un'ulteriore quota rispetto a quelli del registro).
| Categoria | Sotto-categorie | Moltiplicatore base | Moltiplicatore × 1,05 |
|---|---|---|---|
| Prima casa | A (escluso A/10), abitazione principale | 110 | 115,5 |
| Seconda casa o residenziale | A (escluso A/10), non prima casa | 120 | 126 |
| Uffici | A/10 | 60 | 63 |
| Negozi | C/1 | 40,8 | 42,84 |
| Box, garage, accessori | C/2, C/6, C/7 | 120 | 126 |
| Edifici collettivi | B (scuole, ospedali, conventi, caserme) | 140 | 147 |
| Industriali e commerciali | D (capannoni, alberghi, banche) | 60 | 63 |
| Terreni agricoli (rendita dominicale) | Reddito dominicale × 1,25 × 90 | 90 × 1,25 | 112,5 |
Una nota tecnica importante: per i terreni agricoli non si parte dalla rendita catastale ma dalla rendita dominicale (anch'essa indicata in visura catastale), rivalutata del 25% e poi moltiplicata per 90. Il prodotto finale (1,25 × 90 = 112,5) è il coefficiente operativo direttamente applicabile al reddito dominicale grezzo da visura.
🔍 Hai bisogno della rendita catastale per calcolare il valore?
Il primo dato necessario per qualunque calcolo del valore catastale è la rendita catastale dell'immobile, riportata sulla visura ufficiale dell'Agenzia delle Entrate. Senza visura aggiornata non puoi procedere correttamente in pratica notarile, successoria o IMU.
- Visura Catastale — visura ufficiale Agenzia delle Entrate con rendita, categoria, classe, consistenza e dati identificativi dell'immobile
A cosa serve il valore catastale: IMU, registro, successione, ipotecaria e catastale
Il valore catastale è la base imponibile di una pluralità di imposte. Per ciascuna, il calcolo si effettua a partire dal medesimo numero ottenuto dalla formula universale, ma con aliquote differenti.
Imposta di registro nelle compravendite
Per le compravendite tra privati che applicano il regime del prezzo-valore (Art. 1 comma 497 Legge 266/2005), l'imposta di registro si calcola sul valore catastale anziché sul prezzo pagato. L'aliquota è del 2% per la prima casa e del 9% per la seconda casa. È un meccanismo estremamente vantaggioso: a fronte di un immobile venduto a 250.000 € con valore catastale di 90.000 €, l'imposta di registro prima casa si paga su 90.000 € (1.800 €) anziché su 250.000 € (5.000 €). Il risparmio per l'acquirente è di 3.200 €.
Imposte ipotecaria e catastale
Nelle compravendite, donazioni e successioni, oltre all'imposta di registro si applicano anche l'imposta ipotecaria (2%) e catastale (1%) sul valore catastale dell'immobile. Per la prima casa entrambe sono ridotte a 200 € fisse ciascuna. Per la seconda casa restano percentuali sul valore catastale, salvo eccezioni.
Imposta di successione e donazione
L'imposta di successione, regolata dal D.Lgs 346/1990 come modificato dal D.L. 262/2006, si applica al valore catastale degli immobili compresi nell'asse ereditario. Le aliquote variano in funzione del grado di parentela: 4% per coniuge e parenti in linea retta (con franchigia di 1.000.000 €), 6% per fratelli (franchigia 100.000 €), 6% per parenti fino al quarto grado, 8% per gli altri. Le imposte ipotecaria (2%) e catastale (1%) si calcolano sempre sul valore catastale.
IMU annuale
L'IMU si calcola sul valore catastale con i moltiplicatori IMU dedicati (vedi alert sopra). L'aliquota base è dello 0,86% (modulabile dai Comuni tra 0,46% e 1,06%). La prima casa è esente IMU, salvo le abitazioni di lusso (A/1, A/8, A/9) che pagano l'aliquota base ridotta dello 0,4%. Per il dettaglio del calcolo IMU sulla rendita, consulta la nostra guida completa sulla rendita catastale e l'impatto su IMU.
Esempi pratici per categoria
Vediamo cinque esempi concreti — uno per ciascuna categoria principale — per verificare l'applicazione della formula nella prassi professionale.
Esempio 1: prima casa con rendita 850 €
Rendita catastale 850 € (categoria A/2, abitazione principale).
Calcolo: 850 × 1,05 × 110 = 98.175 € di valore catastale.
Forma diretta equivalente: 850 × 115,5 = 98.175 €.
Imposta di registro 2% prima casa (prezzo-valore): 1.963,50 €.
Esempio 2: seconda casa con rendita 1.200 €
Rendita catastale 1.200 € (categoria A/3, non prima casa).
Calcolo: 1.200 × 1,05 × 120 = 151.200 € di valore catastale.
Forma diretta: 1.200 × 126 = 151.200 €.
Imposta di registro 9% seconda casa: 13.608 €.
Esempio 3: ufficio A/10 con rendita 2.000 €
Rendita catastale 2.000 € (categoria A/10, ufficio professionale).
Calcolo: 2.000 × 1,05 × 60 = 126.000 € di valore catastale.
Forma diretta: 2.000 × 63 = 126.000 €.
Nota: per A/10 si applica sempre il moltiplicatore 60, anche se l'immobile è di fatto utilizzato come abitazione.
Esempio 4: negozio C/1 con rendita 1.500 €
Rendita catastale 1.500 € (categoria C/1, negozio).
Calcolo: 1.500 × 1,05 × 40,8 = 64.260 € di valore catastale.
Forma diretta: 1.500 × 42,84 = 64.260 €.
Per la lettura completa della visura su immobili commerciali, consulta la guida alla visura catastale per immobili commerciali.
Esempio 5: box C/6 di pertinenza con rendita 90 €
Rendita catastale 90 € (categoria C/6, autorimessa).
Calcolo: 90 × 1,05 × 120 = 11.340 € di valore catastale.
Forma diretta: 90 × 126 = 11.340 €.
Se acquistato contestualmente alla prima casa come pertinenza, può beneficiare delle agevolazioni prima casa (un solo box per abitazione).
Errori comuni nel calcolo e come evitarli
Anche professionisti esperti incorrono regolarmente in errori che producono rettifiche fiscali. Ecco i sei più frequenti rilevati nelle prassi notarili e nei contenziosi tributari.
1. Dimenticare la rivalutazione del 5%
Il primo errore è applicare il moltiplicatore alla rendita grezza senza la rivalutazione. Risultato: valore catastale sottostimato del 5% e dichiarazione infedele. La rivalutazione è obbligatoria d'ufficio e non opzionale.
2. Confondere moltiplicatori IMU e moltiplicatori registro
Sono coefficienti diversi e numericamente più alti per IMU (160 vs 110 per prima casa, ad esempio). Usare i moltiplicatori IMU per il calcolo dell'imposta di registro produce una sovrastima del valore catastale di circa il 30%.
3. Applicare il moltiplicatore prima casa a un A/10
La categoria A/10 (uffici e studi privati) ha sempre moltiplicatore 60, anche quando il professionista la utilizza come abitazione personale. La destinazione catastale prevale sull'uso effettivo.
4. Non distinguere rendita catastale e rendita dominicale
I fabbricati hanno rendita catastale; i terreni agricoli hanno rendita dominicale (e rendita agraria). Per i terreni si applica il moltiplicatore 1,25 × 90 = 112,5 al reddito dominicale grezzo, non alla rendita catastale.
5. Non applicare la riduzione 25% in caso di nuda proprietà
Quando si trasferisce solo la nuda proprietà di un immobile (con riserva di usufrutto), il valore della nuda proprietà si calcola applicando una percentuale al valore catastale, in funzione dell'età dell'usufruttuario, secondo la tabella del DPR 131/1986. Errore comune: applicare l'imposta sull'intero valore catastale.
6. Confondere valore catastale e valore di mercato
Il valore catastale è solo una base imponibile fiscale: di norma sensibilmente inferiore al valore di mercato (rapporto medio 1:3 nelle grandi città). Per la quantificazione di assegni divorzili, danni patrimoniali, perizie giurate o garanzie bancarie va sempre usato il valore di mercato, mai quello catastale.
🔍 Calcolo professionale del valore catastale: parti dalla visura
Per un calcolo affidabile in pratica notarile, dichiarazione di successione o stima IMU, il punto di partenza obbligato è la visura catastale aggiornata con rendita, categoria e classe. Senza visura ufficiale, ogni calcolo è una stima provvisoria.
- Visura Catastale — visura ufficiale Agenzia delle Entrate per immobili e terreni: rendita catastale, categoria, classe, consistenza, dati identificativi e intestazioni aggiornate
Domande frequenti sul calcolo del valore catastale
Come si calcola il valore catastale di un immobile nel 2026?
Il valore catastale si calcola moltiplicando la rendita catastale per 1,05 (rivalutazione forfettaria del 5% ex Legge 662/1996) e poi per il moltiplicatore previsto per la categoria catastale dell'immobile. Per la prima casa il moltiplicatore è 110 (115,5 incorporando la rivalutazione); per la seconda casa 120 (126); per uffici A/10 e industriali D 60 (63); per i negozi C/1 40,8 (42,84); per la categoria B 140 (147).
Qual è il moltiplicatore per il calcolo del valore catastale prima casa?
Per la prima casa (abitazione principale, categoria A esclusa A/10) il moltiplicatore è 110, che diventa 115,5 incorporando la rivalutazione del 5%. La formula diretta è: Rendita catastale × 115,5 = Valore catastale prima casa. L'agevolazione prima casa richiede la residenza nel Comune entro 18 mesi dal rogito e la non titolarità di altri immobili nello stesso Comune.
Il valore catastale coincide con il prezzo di vendita?
No. Il valore catastale è un valore fiscale convenzionale, normalmente molto inferiore al prezzo di mercato — in media il valore catastale rappresenta il 30-50% del valore commerciale. Nelle compravendite tra privati che applicano il prezzo-valore (Legge 266/2005), l'imposta di registro si calcola sul valore catastale e non sul prezzo, generando risparmi fiscali significativi per l'acquirente.
Cosa cambia tra moltiplicatori IMU e moltiplicatori imposta di registro?
Sono due gruppi di coefficienti distinti. I moltiplicatori dell'imposta di registro (115,5 prima casa, 126 seconda casa, ecc.) sono stabiliti dall'Art. 52 del DPR 131/1986 e si applicano a registro, ipotecaria, catastale, successione e donazione. I moltiplicatori IMU (160 cat. A, 140 cat. B, 80 A/10 e D/5, 60 cat. D, 55 C/1) sono fissati dal D.L. 201/2011 e si applicano esclusivamente al calcolo IMU. Usare il moltiplicatore sbagliato è uno degli errori più frequenti.
Come si calcola il valore catastale dei terreni agricoli?
Per i terreni agricoli non si parte dalla rendita catastale ma dalla rendita dominicale, indicata nella visura catastale dei terreni. La formula è: Reddito dominicale × 1,25 (rivalutazione 25%) × 90 (moltiplicatore terreni) = Valore catastale. Il coefficiente operativo finale è 112,5, da applicare direttamente al reddito dominicale grezzo.
Come si trova la rendita catastale dell'immobile?
La rendita catastale è il dato chiave per qualsiasi calcolo del valore catastale e si reperisce dalla visura catastale rilasciata dall'Agenzia delle Entrate. La visura riporta categoria, classe, consistenza, rendita catastale, identificativi catastali (foglio, particella, subalterno) e intestazioni. Senza visura aggiornata non è possibile procedere a un calcolo affidabile.
Il moltiplicatore A/10 si applica anche se l'ufficio è usato come casa?
Sì. La categoria catastale prevale sull'uso effettivo dell'immobile. Un'unità catalogata A/10 (ufficio o studio privato) avrà sempre moltiplicatore 60 (63 con rivalutazione), anche se di fatto utilizzata come abitazione. Per cambiare il moltiplicatore è necessario avviare una procedura di variazione catastale DOCFA con cambio di categoria, che richiede tempi e requisiti tecnici specifici.
Cosa si applica al valore catastale per calcolare l'imposta di successione?
L'imposta di successione si applica al valore catastale con aliquote variabili in funzione del grado di parentela: 4% per coniuge e parenti in linea retta (franchigia 1.000.000 € per beneficiario), 6% per fratelli (franchigia 100.000 €), 6% per parenti fino al quarto grado, 8% per estranei. Si sommano imposta ipotecaria (2%) e catastale (1%) calcolate sempre sul valore catastale.
Il valore catastale del 2026 è cambiato rispetto al 2025?
I moltiplicatori catastali ai fini imposta di registro non sono stati modificati nel passaggio 2025-2026: restano in vigore i coefficienti dell'Art. 52 DPR 131/1986 con la rivalutazione del 5% Legge 662/1996. La Legge di Bilancio 2026 ha confermato l'impianto vigente senza modifiche di moltiplicatori o riforma del catasto. La riforma catastale strutturale (revisione delle rendite) è oggetto di discussione politica ma non è stata approvata.
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Fonti ufficiali / Official sources:Agenzia delle Entrate — L'acquisto di una casa: le imposte | Gazzetta Ufficiale — DPR 131/1986 (Testo Unico Imposta di Registro) | Agenzia delle Entrate — IMU: base imponibile e moltiplicatori
Articolo aggiornato a / Article updated: maggio 2026.Le tariffe e le procedure indicate fanno riferimento alla normativa vigente.Si consiglia di verificare eventuali aggiornamenti sul portale ufficiale.
